risorse rinnovabili (bio-based)? sì ma da scarti, grazie



Come già detto, le bioplastiche sono plastiche che derivando da fonti rinnovabili e/o biodegradabili. Ma cosa si intende di preciso con il termine rinnovabile? Secondo la ISO14021 per rinnovabile si intende un materiale composto da biomassa proveniente da una fonte vivente che può essere continuamente reintegrato. Fanno parte di questa definizione quindi tutti i materiali organici di origine biologica (ad esclusione ovviamente delle fonti fossili e della torba) che si trovano sopra e sotto il terreno, quali alberi, colture, piante, alghe, animali e rifiuti biologici (letame).
Ad oggi, la maggior parte di bioplastiche vengono ottenute a partire da piante ricche di carboidrati come il mais o la canna da zucchero che sono sì materie prime rinnovabili ma di prima generazione, in quanto prodotti alimentari (feedstock di prima generazione). L’utilizzo di queste fonti per la produzione di materiali crea conflitti etici: fino a che punto è giusto usare terreni e risorse per produrre materia ed energia invece che cibo?
Per questo motivo sempre più industrie stanno cercando di produrre bioplastiche a partire da fonti rinnovabili non in competizione con il cibo (feedstock di seconda e terza generazione) come scarti agro-industriali ligno-cellulosici o alghe marine.
